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giovedì 9 luglio 2009

Il SUSCI di Moreno Cedroni

Vengo da una città di mare, Napoli, con degli splendidi quartieri che affacciano nel golfo, tre isole splendide anch’esse a contorno e una serie di paesini verso i Campi Flegrei (leggi Pozzuoli, Baia, Bacoli) che possono riconciliarti con la vita.

CLANDESTINO SUSCIBAR

La premessa per dire che di ristoranti belli sul mare ne ho visti e purtroppo, un commento frequente al momento di dover pagare è “che ti fanno pagare il posto” anche a fronte di una cucina mediocre. Beh, se anche Moreno Cedroni volesse applicare lo stesso principio, altro che 85 € per commensale ...


Il locale – più un chiosco con cambio di destinazione d’uso – si trova su una piccola baia a Portonovo, e vi si accede dopo una passeggiata di 500m nella macchia mediterranea. La baia poi sembra quasi proprietà privata tanto è piccina e l’ex chiosco di legno ha luci soffuse ed impatto ambientale veramente basso.

Nessun formalismo, ma un ambiente molto post-spiaggia, con una mise-en-place originale ed una gran professionalità, sia da parte di chi si affatica alla preparazione dei piatti - a vista - sia da parte di chi serve ai tavoli.


Dopo tanta strada fatta per arrivare fin qui, non possiamo che prendere il menù degustazione intitolato SUSCI A COLORI, del costo di 85 € che qui riporto:

2009 - VERDE: Menta, lime, sakè e velenosi brut
2009 - FUCSIA: Tonno, barbabietola e melograno
2009 - BLU: Seppia, cavolo e patata viola
2009 - NERO: Capesante, fagiolo nero, sesamo nero, cenere
2009 - GIALLO: Spinosini alle vongole e buccia di limone
2009 - BIANCO: Il baccalà che salo io, cocco, daikon e quinoa agrodolce
2009 - VERDE: gelato thai, ananas, strusel al pistacchio, cocco e pompelmo

VERDE: Menta, lime, sakè e velenosi brut
Si inizia giocando, con un aperitivo da gustare con lo spazzolino da denti, servito nell’apposito tubetto del dentifricio, su cui bere un ottimo drink.


FUCSIA : Tonno, barbabietola e melograno
Gran materia prima – come in tutti gli altri piatti – ed ottimi accostamenti. I miei denti sensibili però accusano la granita di melograno :o(



BLU: Seppia, cavolo e patata viola
Forse il piatto più deludente – se proprio devo sceglierne uno. Cottura perfetta della seppia che letteralmente si scioglieva in bocca.


NERO: Capesante, fagiolo nero, sesamo nero, cenere
Un piatto magnifico, saporito ed originale negli accostamenti.


GIALLO: Spinosini alle vongole e buccia di limone
Io personalmente ne avrei mangiate altri 15 di queste tazze, con una sorta di carbonara ottenuta emulsionando olio ed olio essenziale di limone, con vongole crude e cotte. Buo-nis-si-mo.


BIANCO: Il baccalà che salo io, cocco, daikon e quinoa agrodolce
And the winner is … un baccalà di una consistenza perfetta, in un abbinamento perfetto con il latte di cocco, la quinoa (ed anche un po’ di cipolla).


VERDE: gelato thai, ananas, strusel al pistacchio, cocco e pompelmo
Un gelato allo zenzero sorprendente per bontà, ben abbinato con frutta fresca e secca.


Il menù degustazione – sebbene con porzioni ridotte – consente di assaggiare una verticale delle creazioni di Cedroni, davvero valide. Se poi ci si aggiunge la baia, il relax, lo sciabordio del mare ed il frinire dei grilli, avrete tanti buoni motivi per prenotare un tavolo qui.

(+) il luogo è davvero bello
(-) magari porzioni un pochino – ma poco – più consistenti

CLANDESTINO Suscibar
Località Baia di Portonovo - 60100 Ancona
Tel e Fax: +39 071.801422
info@madonninadelpescatore.it

Visitato il 23 maggio 2009
La spesa per persona è stata di 85 € per il menù degustazione, 9 € per la birra artigianale e 5 € per un calice di bianco.

venerdì 10 aprile 2009

Dai nostri inviati nel Nord-Ovest - Combal.Zero

Ebbene si, ci permettiamo anche il lusso degli inviati ... vebbè, beati loro che magnano (e spendono) e a me neanche una schiscetta; la recensione di una bella serata di Daniele e Lisa.

Combal.Zero

Innanzi tutto il locale:
inserito nell’antico castello di Rivoli domina l’inizio della valle di Susa e con le sue enormi vetrate si affaccia sullo scenario suggestivo della città di Torino, su cui campeggia, proprio di fronte, la basilica di Superga illuminata. L’interno è arredato in stile moderno con tavoli tondi molto ben distanziati uno dall’altro. L’atmosfera è intima, silenziosa ed accogliente. Il servizio è discreto ed elegante.

La cena:

Inizio “d’obbligo” con ottimo champagne servito da un carrello in cui la vasta scelta di bottiglie viene presentata immersa nel ghiaccio. Lo champagne viene accompagnato da un antipasto della casa a base di cubetti di panelle di farina di ceci fritti in cartocci da intingolare in un eccellente mini gaspacho.

Antipasti

- Filetto di pescatrice con patate in brodo di pesto: la qualità degli ingredienti è ottima, anche se la scelta è stata un po’ banale. In questo locale il suggerimento è quello di “osare”
- Crocchette di baccalà con chips di violetta e Tisana 51: ricetta semplice in cui il la violetta e la tisana (simile ad un brodino ingentilito) esaltano il sapore deciso del merluzzo creando un’ ottima combinazione.


Portate principali

- Pasta dura Gerardo di Nola ai pomodorini, vongole e filetto di scorfano fritto. Il piatto è ottimo ed i gusti dei singoli ingredienti sono molto intensi. I filetti di scorfano fritti sono particolarmente sapidi
- Asian style salad: sformato di misticanza di insalate appena scottate di varia provenienza (si sentono i sapori delle erbe orientali) su cui sono adagiati 3 teneri gamberi di Sicilia appena cotti. La presentazione del piatto rende la portata, apparentemente banale, comunque interessante. Leggera e molto gustosa

Dessert

Una scelta di pasticceria mignon a base di cacao viene servita su un vassoio trasparente multipiano.
Lo accompagniamo con un S.Simone del tutto particolare, servito in un blocco di ghiaccio, probabilmente mischiato a chinotto con 3 pasticcini a sfoglia con panna montata. Il S.Simone si beve con una piccola cannuccia.

Vino

Optiamo per un fantastico Gewurztraminer, profumatissimo e molto aromatico: fantastico!


Note:
- Il prezzo: decisamente elevato, forse troppo per alcune portate (240 euro per la cena sopra descritta); va detto che le bevande da sole risultano essere quasi la metà del totale
- La carta delle acque: un po’provocatoria, si può scegliere di bere un’acqua da più di 10 euro (noi siamo stati su un’acqua normalissima ….)
- Le scelte: nonostante le portate tradizionali siano veramente ottime, il consiglio è di provare i piatti più bizzarri in cui la bravura dello chef viene messa in maggior risalto. Il ristorante offre un menù creativo che deve essere sicuramente provato (qui si possono gustare il cyber egg, tuorlo d’uovo con caviale beluga servito in un cellophane da incidere con un bisturi e da succhiare in un sol colpo, ed altre fantasie culinarie tutte da scoprire)

Voto complessivo: 8,5, ma con una scelta più audace potrebbe essere molto di più!

venerdì 31 ottobre 2008

Il mio primo 3 stelle

Quale scusa migliore di un compleanno per visitare il primo 3 stelle della mia vita?! Ovviamente il compleanno è il mio; un po’ per la logistica, un po’ per la curiosità del “concept” prenoto per il:

PRANZO A CASA VISSANI

Proprio così, non si chiama Ristorante o Osteria o Locanda, ma Casa; e la casa si presenta come una villa dove bisogna citofonare per farsi aprire il cancello.


Alla porta ci attendono in livrea e qui per un minuto (ma solo uno) ci sentiamo un pochino in soggezione (ma giusto un pochino). Ci fanno accomodare in una splendida sala che potrebbe essere un bel salone di una bella villa privata, passando attraverso un’altra sala dove intravediamo un angolo con sofà, tavolino e riviste e la sala colazione, con un bel tavolone da 16 persone (è qui che viene servita l’ORA a 30 euro il sabato a pranzo). Ovunque librerie, riviste, bellissimi oggetti in legno di un artigiano locale.


Il maitre di sala ed il sommelier ci fanno accomodare – c’è anche lo scranno per la borsa della signora – e l’atmosfera si scioglie subito con i loro suggerimenti su cibo e vini; la pomposità che ci aspettavamo – nonostante il decanter per l’acqua minerale e le livree del personale di sala - si è improvvisamente dissolta.

Oltre alla carta, sono previsti 2 menù degustazione da 4 portate + piccola pasticceria oppure da 5 portate + carrello formaggi + piccola pasticceria. E’ lo stesso maitre che ci “spinge” verso i menù degustazione per la prima visita a Casa Vissani. Scegliamo il primo. Assieme ad una degustazione vini al calice che ci accompagnerà con un vino diverso per ogni piatto.


Subito ci vengono serviti i pani, di tanti tipi diversi, fatti dalla sorella del Maestro in formato mignon … ricordo il pane con pere e pecorino, con porcini, con zucchine, giusto per citarne alcuni, nonché grissinoni appena sfornati a base di semolino. E si inizia con una entreé di Crudo di ricciola con mousse di fegato alla veneziana. Ottimo.

Antipasto: Baccalà mantecato, purè di pomodori e timo, bruschetta alle olive, salsa di verza e aglio.
Un bell’equilibrio di sapori, sostenuto da una fantastica salsa all’aglio a specchio nel piatto, un classico di Vissani. In accompagnamento, un Cisiolo, Cant. F.lli Muratori, 2007. Un Pinot Nero spumante in purezza.


Primo: Risotto con astice e pera alla mentuccia, salsa di carciofi
Il menù prevedeva le pappardelle, ma su nostra richiesta hanno gentilmente preparato un risotto. Perfetto nell’esecuzione, anche se l’astice era davvero pochino nel risotto. Forse il piatto più deludente della giornata. Il vino abbinato era un Trebbiano d’Abbruzzo Cant. Valentini 2006


Secondo: Carré di vitella da latte con broccoletti al peperoncino, salsa di vitella e caffè, cocotte di fegato grasso e burrata
Una carne di una tenerezza “disarmante”, costolettine della grandezza di una ciliegia. La cocotte sublime …. ma un paio di costolettine in più non avrebbero guastato. Vino abbinato: Lavico Cant. Altarocca 2006
http://www.lucamaroni.com/4DCGI/Rec03_108918


Per il dessert ci viene chiesto se preferiamo accomodarci nel salotto, dove si può anche fumare. Accettiamo volentieri. L’altra sala è arredata con divani e tavolini, pianoforte a coda e vista sul dehors. Ma il pezzo forte è un bel banco in legno con sigari, tisane e dessert self-service (casomai uno ne avesse ancora voglia). Al tavolino ci viene servito il vassoio con la piccola pasticceria, acqua minerale, il caffè e ovviamente il dessert previsto nel menù, con una variazione per la mia signora:


Dessert: Tatin di mele con banane al fondente, salsa di panna e basilico e per la mia signora, in sostituzione della tatin, una mousse ai 2 cioccolati al profumo di arancia.
Ottimi entrambi. Dessert accompagnato da un Muffato della Sala, Cant. Marchesi Antinori, 2004 … potremmo berne a litri.
http://www.lucamaroni.com/4DCGI/Rec03_103073


Per completare il relax e le coccole, ci viene offerto un piatto di cioccolatini fatti in casa (ovviamente). Ed infine, dato che sanno il cliente cosa vuole, ci portano in giro per le altre sale, nella cantina con 22.000 etichette e nella cucina. Contemporaneamente il sommelier – gentilissimo – ci spiega che il ristorante va visto come il “giocattolo” del Maestro – che ovviamente campa in altra maniera – per cui, ad esempio, oggi avevano deciso di fare solo 20 coperti, dato che erano a ranghi ridotti (ma noi ne abbiamo contati 7, oltre noi 2).
Comunque devo dire che il cibo, per quanto buonissimo, unico, particolare, è forse la sorpresa minore in questa giornata, dove il servizio e l’ambiente meritano molto più di un 10 e lode. Peccato che il Maestro fosse in giro per l’Italia. Sarà per la prossima volta.



(+) servizio ed ambiente fantastici
(-) il maestro non c’era – per la foto di rito ….


Casa Vissani
Vocabolo Cannitello, Baschi
S.S. 448 Todi-Baschi Km. 6,600
Frazione di Civitella Del Lago 05023 (TR)
Tel. +39 0744 950 206
http://www.casavissani.it/


Visitato il 25 ottobre 2008
La spesa per persona è stata di 100 € per il menù degustazione, 40 € per la degustazione vini, 4 € per l'acqua minerale

lunedì 1 settembre 2008

Cose da fare a Milano quando sei in città (ad Agosto)

Quando si avvicina l’ora dell’uscita dall’ufficio, un brivido percorre la schiena … toccherà pur prendere coraggio ed affrontare il tornello, per buttarsi nel caldo melmoso-appiccicoso che mi aspetta fuori. E poi di marcire nell’ufficio francamente non mi va. La città è semi-deserta, ad Agosto inoltrato. Il mio amico Ric ogni tanto mi da uno squillo per farsi confermare la strada per raggiungermi all’hotel. L’unica zona viva” in questo periodo è il naviglio; ben cosparsi di Autan, ci avventureremo per una lauta cena al

RISTORANTE PONT DE FERR

Proprio in corrispondenza del ponte in ferro sul naviglio grande, a 10 minuti di cammino dalla darsena, si trova questa accogliente “Osteria con cucina” che d’estate – come tutti i locali in zona – ha un piacevole dehor sul naviglio pedonalizzato. Il menù è molto invitante, così come la carta dei vini: cucina italiana di ottimo livello, con rivisitazioni moderne di piatti classici e qualche “trovata” originale dello chef (Fegato di vitello con gazpacho di ciliegie).


Andiamo per gradi: saltiamo a piè pari l’antipasto e ci buttiamo subito sul primo. Ci servono un entreè di succo di pomodoro e anguria con grissino al prosciutto (foto sopra). Abbiamo poi assaggiato i Tagliolini di pasta fresca allo zafferano su zappetta di melanzane e burrata e dadolata di olive nere e pomodori secchi – piatto con una piacevole nota di affumicato, ben strutturato e molto gradevole - ed i Tortelli con la sfoglia tirata al momento di farina di carrubo ripieni di burrata su carpaccio di gamberi rossi di Sestri e passion-fruit – un concerto di sapori con la piacevolissima nota dolce-asprina finale del passion fruit, nonostante gli 8 (otto) tortelli presentati nel piatto.


Secondi: Filetto di tonno marinato ed impanato nelle mandorle servito crudo accompagnato da carbone vegetale e salsa di rosso d’uovo – un piatto francamente banale ma buono, con l’originalità della yucca cotta nel nero di seppie ed una salsa all’uovo sbagliata e molto acida – ed il Carrè d’agnello al forno servito sugli asparagi di mare spadellati e crema di piselli alla menta – quasi un classicone, ben eseguito e molto saporito.


Il dessert è stato preceduto da un pre-dessert: un conetto di pasta phillo (o fillo ??) con crema e caviale di campari, molto carino e non male. Poi abbiamo scelto Insalata di frutta verdura dolce con creme-brulee di foie gras – un gran bel melange di sapori, comprendente frutti, ma anche zucca, zucchine e perle di campari sferificate, con un piccolo budino di foie gras caramellato, fantastico – ed un Sigaro di cioccolata ripieno di mousse di cioccolata al tabacco Habana e gelato al Rhum (niente foto) – più scenografico che altro, ma comunque buono.


Abbiamo bevuto un Sanct Valentin di San Michele Appiano, con un ricarico onestissimo.

(+) il menù, cambia spesso ed ha delle bellissime proposte
(-) i prezzi standardizzati – tutti i primi 15 €, tutti i secondi 25 € e tutti i dessert 10 €

Al pont de ferr - Osteria con cucina
Ripa di porta ticinese 55, Milano
02 89406277 - Sempre aperto pranzo e cena


Visitato il 12 agosto 2008
La spesa complessiva, vino compreso, è stata di 122 €

giovedì 26 giugno 2008

L'Orco maremmano

Per la serie “Scappo dalla città: l’amore, le vacche, il mare, la duna, la pineta, volpi e cinghiali, ecc ecc”, finalmente un rinfrancante weekend Maremmano nel Parco dell’Uccellina che tanto ci piace. Un paesino con tante strade che si contano su 2 mani – Alberese – un agriturismo su un poggio con vista sul parco – come foto documenta – una spiaggia super selvaggia tra il mare, la duna e la pineta bruciata dalla salsedine, qualche cinghiale che ogni tanto arriva grufolando fin sulla spiaggia e 4 soli ristoranti nel territorio di Alberese.



RISTORANTE L’ORCO

Nel cuore del parco dell’uccellina, osteria dell’orco, tutto alla brace, l’orco è uno solo… cercalo” recita la pubblicità che ogni tanto si becca lungo la strada che porta ad Alberese. Ed in effetti non è facilissimo trovarlo, venendo da Roma, appena si supera il sottopasso della stazione, si supera anche il ristorante, rischiando di tirare dritti per il paese. Ed invece in un’angolo della strada – appunto subito dopo il sottopasso - c’è una sorta di spiazzo dove si trova il ristorante.

Specialità alla brace, servite in una tranquilla terrazza abbellita dai souvenir che l’Orco acquista durante i suoi viaggi. Zona tranquilla, nell’unica strada adiacente zero traffico, ma ogni tanto un treno sfreccia sui binari dietro al ristorante, ma niente paura, si tratta di regionali, per cui sono pochi … e se continua così, le FS li faranno sparire del tutto.

Foto di http://deliciouscake.splinder.com/

Dicevamo specialità alla brace, in bella vista e gestita direttamente dall’Orco, nel menù ci sono vari tipi di carne, dalla fiorentina al filetto, all’entrecòte, al misto brace, ma anche verdure e – orgoglio della casa – i porcini che fanno bella mostra in un cesto posto all’ingresso.

Come resistere ad una fiorentina – 1,1 kg in 2 - accompagnata da una cappella di porcino bella grande, sempre alla brace?! Al momento della comanda ci precisano che la fiorentina sarà al sangue. E meno male, ma grazie per la precisazione, che non si sa mai.
Cottura perfetta, servita in tavola dall’Orco in persona, che ci vieta, simpaticamente e “toscanamente”, di condirla in alcun modo, neanche con l’olio.
Chiudiamo con un buon dessert fatto in casa a base di ricotta ed un caffè.

(+) la musica anni 50, la tranquillità del luogo e i prezzi fermi da 2 anni
(-) il volume della musica, a volte

RISTORANTE L’ORCO – Parco dell’Uccellina
via stazione alberese (gr)
tel 0564-596021 340-8637717

Visitato in GIUGNO 2008
La spesa per 1 fiorentina da 1,1 kg, 2 contorni di porcini alla brace, caffè, minerale e 1 dessert è stata di 66 €

mercoledì 25 giugno 2008

Quei 2 pini sul mare

Nel mio personalissimo immaginario collettivo, uno dei veri piaceri dell’estate italiana è quello di evadere dalla chiassosa ed inquinata città in cui vivo e sedere a cena in riva al mare, disturbato solo dallo sciabordio della risacca, per una cenetta a lume di candela o con pochi amici intimi e ben collaudati. Basterebbe il luogo, anche con una bella rosetta farcita di mortadella per godersi appieno il tramonto, ma se poi la cena è a base di pese, tanto meglio.

RISTORANTE DUE PINI – Monte Argentario

Dunque, dicevamo del luogo … il ristorante si trova in una piccola baietta sulla strada che conduce a porto S.to Stefano, al Monte Argentario. La baietta è per metà spiaggia pubblica e per metà occupata dal ristorante, che ha la terrazza esterna “quasi” in acqua, come documenta la foto.



Gran tranquillità, una dozzina di tavoli all’aperto – alcuni da 2 alcuni fino a 10 coperti – che anche col pienone del Sabato sera di un Giugno inoltrato non disturba. C’è anche una sala/veranda che d’estate apre tutti i finestroni per diventare una terrazza coperta.

Menù – assente – a base di pesce, che ci viene descritto dalla caposala. Specialità sono gli antipasti di mare vari, poi linguine allo scoglio, alle vongole, risotto ai frutti di mare, per secondo pesce alla brace o al forno con patate, secondo la disponibilità, frittura mista e misto pesce alla brace. Insomma, un menù abbastanza ordinario, con nessuna proposta diversa o innovativa che stuzzichi la nostra curiosità.

Optiamo per gli antipasti misti per 2 con crudo di scampi, saltiamo il primo e prendiamo una frittura - misto paranza, gamberi e calamari - e un misto brace. Accompagniamo con un quartino di vino bianco della casa – io non bevo.

Apre la cena una bruschetta al pomodoro, offerta dalla casa.
Seguono gli antipasti, tanti e vari: seppie con porcini il più originale, piccola zuppetta vongole e scampetti, cozze in soutè, tonno lavorato in casa, ventresca di tonno, polpo all’insalata, alici marinate, oltre al crudo di scampi. Tutti abbastanza ben eseguiti ma nulla che sorprenda.
Il misto brace di pesce – a base di gamberoni, calamaro e piccola orata – non delude, mentre la frittura di gamberi e calamari – a cui sono stati aggiunti 3 pescetti di paranza - è platealmente surgelata e neanche di buona qualità.
Chiudiamo col caffè e niente dessert.

In fondo non è che abbiamo mangiato male – tranne la frittura – però il posto fantastico meriterebbe forse una cucina più attenta.

(+) il posto, davvero incantevole
(-) l’assenza del menù, le zanzare che ci hanno divorato e la musica troppo alta

RISTORANTE DUE PINI – Monte Argentario
Loc La Soda, 22
Porto Santo Stefano – M.te Argentario (GR)
Tel 0564814012

Visitato in GIUGNO 08
La spesa, in 2 per 2 antipasti, 2 secondi, caffè, minerale e quartino di vino è stata di 75,00 €